Minime superiori alle massime ... delle 7.07
Accorgimenti per diabetici

diabetici2Non scrivo di temperature mattutine, non parlo di attività fisica delle 7.07 (ora del risveglio…motorio), non imito il training autogeno, le mie gambe sono pe…santi. Ricordo un paziente che in ambulatorio mi disse che la pressione minima era superiore alla pressione massima…Impossibile! In realtà voleva indicare che a causa del grande caldo la pressione massima era diminuita a tal punto che la minima in condizioni di normalità, per esempio 85 mm di mercurio, era superiore alla massima di quel determinato momento e cioè di 80 mm di mercurio. Quindi attenzione alle minime, cioè a quelle espressioni che paiono insignificanti ma che talora hanno forza prorompente superiore alla massime…Alle affermazioni che ci paiono assolute e immodificabili.
Proverò con le massime: quale rischio maggiore si corre se si è affetti da ipertensione arteriosa? Ictus cerebri. Quale rischio maggiore si corre se si è portatori di colesterolo elevato? Infarto miocardico. Quale rischio maggiore si corre se si fuma? Arteriopatia periferica. E quale rischio maggiore si corre se si è affetti da diabete mellito? Tutte e sei le precedenti. Come, abbiamo citato solo tre massime? Certo ma nel caso del diabete dobbiamo ricordare anche il rischio delle minime: della microangiopatia, della retinopatia, della nefropatia, della neuropatia.
Quindi ecco le minime che potenziano le massime; se un diabetico è anche iperteso, se ha il colesterolo alto, se fuma, crea una potentissima “associazione a delinquere” difficile da sgominare. Tutti devono sorvegliare i valori sopra indicati anche coloro che hanno goduto finora di buona salute, ma il diabetico deve avere una attenzione particolare e raffinata.
Non ci rendiamo conto, ma abbiamo a disposizione una sofisticata macchina metabolica della quale abbiamo il dovere di utilizzare ed esplorare le potenzialità per poter farla funzionare al meglio. Come se possedessimo una Ferrari, l’individuo senza diabete può guidarla con il pilota automatico, ma deve stare attento perché se sollecita la macchina con eccessi alcolici e/o inalazioni di nicotina o di altre sostanze tossiche e/o con eccessi alimentari e/o abbandona l’addestramento a rimanere su un mezzo così potente, sbanda e rischia di mettere in grave difficoltà anche una macchina così equilibrata. Dall’altro lato, il diabetico ha un compito più elevato poiché non solo deve evitare gli eccessi sopra indicati ma deve dare dimostrazione di essere abile nel guidare un mezzo che può essere difficile da dominare ma che attraverso la conoscenza consente di apprezzare la bellezza funzionale di questa Ferrari, di questa meravigliosa macchina metabolica.
Ecco quindi il diabete, una malattia per ora inguaribile ma p………… curabile, dove la p sta per “poco curabile”, oppure “parzialmente curabile”, oppure perfettamente curabile come desideriamo sia, purchè il pilota abbia la patente DE di Diabetico Esperto e/o la patente DI di Diabetico Intelligente che ha imparato a conoscere il motore, a scegliere il carburante, a far funzionare il carburatore a seconda che si debba accelerare o rallentare, a riconoscere quelle condizioni nelle quali il consumo aumenta. Ad avere anche al fianco un navigatore: un genitore, un amico o un’amica, un marito o una moglie che tengano in mano le carte geografiche delle isole di Langerhans, oppure quelle trasparenti dell’isola che non c’è ma che in ogni caso isole sì o isole no siano in grado di non perdersi nelle vie dei Grassi o dei Magri, nelle vie dei Dolci o dei Salati, dei Colesteroli Buoni o dei Colesteroli Cattivi. Già, ma esistono i Colesteroli Buoni e i Colesteroli Cattivi? No, il colesterolo è sempre buono ed è solo buono, quello Cattivo è il Colesterolo Elevato, quando presente in quantità eccessiva diventa prepotente ed aggressivo verso i guard rail o New Jersey naturali delle autostrade della circolazione…sanguigna.
Buon lavoro di Officina, buon viaggio di andata nel futuro…